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Giunta di Valladolid
                                     

ⓘ Giunta di Valladolid

La Giunta di Valladolid fu un consiglio di personalità esperte di diritto e di teologia, convocato da Carlo V dAsburgo in due sessioni distinte tra il 1550 e il 1551 con lo scopo di discutere la natura giuridica e spirituale delle popolazioni native dellAmerica centrale e meridionale, sottomesse al potere spagnolo, in particolare per dirimere la controversia sulla presenza dellanima negli indios.

A seguito di una lunga polemica sul diritto da parte degli spagnoli di muovere guerra agli indigeni, il 16 aprile 1550 re Carlo V 1500-1558 sospese tutte le esplorazioni e convocò quella che prenderà il nome di Giunta di Valladolid 1550-1551 con lo scopo di creare una solida base teologica e giuridica che legittimasse la conquista del Nuovo Mondo da parte degli spagnoli.

La Giunta di Valladolid vide contrapposte la teoria del frate domenicano Bartolomé de Las Casas, sostenitore dellincolumità degli indios, e quella dellumanista Juan Ginés de Sepúlveda, difensore del diritto degli spagnoli a sottomettere i nativi di uguale posizione era il portoghese fra Tommaso Ortiz che sosteneva che gli uomini di terra ferma delle Indie mangiano carne umana e sono sodomiti più di qualunque altra gente ", in polemica da molti anni, ed ebbe luogo nell’ Aula Triste del Palacio de Santa Cruz a Valladolid.

                                     

1. Precedenti

Nel 1493 la bolla Inter Caetera di papa Alessandro VI e il successivo Trattato di Tordesillas 1494 dividevano il Nuovo Mondo in possedimenti spagnoli e portoghesi. Nella bolla papale Sublimis Deus 1537 papa Paolo III afferma esplicitamente che gli indigeni, in quanto essere razionali, avevano il diritto alla proprietà e alla libertà. Su base legislativa, i tentativi di porre una base legislativa per la conquista del Nuovo Mondo da parte degli spagnoli furono molteplici. Primo fra tutti le Leggi di Burgos, nel 1512, che limitavano il potere dellencomendero e creavano una base giuridica per la tutela dei diritti dellindigeno. Questi provvedimenti, però, risultarono inefficaci e nel 1542 vennero promulgate le Leggi nuove, più restrittive rispetto alle precedenti, ma ugualmente inefficaci.

La Giunta di Valladolid venne convocata anche in seguito alle pressioni di Bartolomé de Las Casas. Gli interrogativi sollevati dai frati domenicani sulluguaglianza tra cristiani e indigeni e sulla legittimità di una guerra risalgono al 1511, anno in cui Antonio de Montesinos sosteneva che i cristiani dovevano comportarsi nei confronti degli indigeni secondo il vangelo; negli anni a venire il dibattito fu sempre più aspro, alimentato soprattutto da ragioni economiche e teologiche. Linfluenza più determinante sul pensiero di De Las Casas e Sepulveda fu però di Francisco de Vitoria 1483/1486 – 1546, al quale si può riconoscere una presenza quantomeno spirituale nel dibattito di Valladolid.

                                     

2. Il pensiero di Francisco de Vitoria

Francisco de Vitoria è considerato uno dei padri fondatori del diritto internazionale e uno dei maggiori rappresentanti della scuola filosofica di Salamanca.

Luniversalizzazione dei diritti concepita da Vitoria si basa sul concetto di guerra giusta elaborato da Tommaso dAquino, che viene però reinterpretato in quanto il mondo cristiano è diviso e non ha più un unico capo spirituale in grado di decidere sulla giusta causa di una guerra. Vitoria contesta le giustificazioni in base alle quali si legittima la conquista, anche negli argomenti più accreditati come la bolla Inter Caetera e il Trattato di Tordesillas. Anche le argomentazioni basate sul concetto aristotelico della naturale schiavitù introdotte da John Mair sono contestate da Vitoria, convinto del fatto che gli indigeni, prima dellarrivo degli spagnoli, governavano legittimamente le loro terre ed era quindi esclusa la schiavitù naturale.

Il suo pensiero è però contraddittorio. È proprio sulla base delluniversalizzazione dei diritti che Vitoria definisce una serie di" titoli legittimi” della conquista, come il diritto di evangelizzare, di commerciare e di diventare cittadini. Se questi diritti venissero negati, allora la guerra sarebbe legittima, in assenza di alternative. Anche nel caso vigano usanze disumane, come i sacrifici umani e il cannibalismo la guerra sarebbe legittima.

                                     

3.1. Le argomentazioni della Giunta Il pensiero di Bartolomé de Las Casas

Bartolomé de Las Casas, un ex encomendero, è convinto dellinfondatezza della guerra agli indigeni, ne è convinto a tal punto da legittimare una guerra indigena contro gli spagnoli. Riprende da Vitoria lidea dei diritti individuali universali e lattribuzione agli indigeni dello status di padroni delle loro terre. Una guerra agli indigeni, inoltre, non può essere legittimata dalla negazione del diritto alla vita con pratiche come i sacrifici umani o il cannibalismo. Infatti si trovano tracce di queste pratiche anche nellantichità classica e nelle sacre scritture e inoltre sono tollerate dai membri più saggi e radicate nella cultura di quei popoli, condizione che renderebbe inutile una guerra.

                                     

3.2. Le argomentazioni della Giunta Il pensiero di Juan Ginés de Sepúlveda

Sepulveda è di opinione contraria. Riprende la teoria della legittimità della conquista di Vitoria, riproponendo anche la tesi secondo la quale gli indigeni sono servi per natura ridando così valore al concetto aristotelico della naturale schiavitù. Considera la negazione del diritto alla vita e la conversione al cristianesimo come motivi validi per fare la guerra agli indigeni.

                                     

4. Conclusioni

Non uscì nessun vincitore dalla disputa del 1550, per questo venne nuovamente convocata lanno seguente, ma la commissione di giuristi e teologi non prese una decisione ed entrambi i contendenti si considerarono vincitori. È da aggiungere, però, che Carlo V era propenso ad accettare la tesi di Bartolomé de Las Casas, soprattutto per limitare il potere degli encomenderos.

                                     

5. Filmografia

La Controverse de Valladolid, di Jean-Daniel Verhaeghe réalisation e Jean-Claude Carrière scénario, 1992. Film in versione originale francese al link:

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