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ⓘ Juventus Football Club 1994-1995. Dopo oltre un ventennio, la Juventus chiuse lera manageriale di Boniperti ristrutturandosi con un nuovo assetto dirigenziale: ..



Juventus Football Club 1994-1995
                                     

ⓘ Juventus Football Club 1994-1995

Dopo oltre un ventennio, la Juventus chiuse lera manageriale di Boniperti ristrutturandosi con un nuovo assetto dirigenziale: nacque la cosiddetta Triade, formata dal direttore sportivo Luciano Moggi, dallamministratore delegato Antonio Giraudo e dal vicepresidente Roberto Bettega, questo ultimo già bandiera bianconera da giocatore. Per la panchina venne scelto lemergente Marcello Lippi, che archiviò definitivamente lepoca di Trapattoni. Il centrocampo della squadra fu rivoluzionato con gli arrivi del portoghese Paulo Sousa e del francese Deschamps, più il promettente Tacchinardi; la difesa venne puntellata con Ferrara, mentre in avanti un giovane Del Piero si ritagliò definitivamente un posto da titolare. La nuova dirigenza si occuperà anche di importanti questioni fuori dal rettangolo di gioco: è infatti in questo periodo che il club, alle prese con il "problema" Delle Alpi, iniziò a concepire in primis lidea di un nuovo stadio di proprietà, poi parte di una vera e propria cittadella juventina; entrambi i progetti arriverranno a compimento solo due decenni più tardi.

In campionato, il primo della storia ad attribuire i 3 punti per la vittoria, la rinnovata Juventus si trovò inizialmente a dover inseguire il lanciato Parma di Nevio Scala, rampante provinciale ormai divenuta solida realtà del calcio anni novanta. Nel mese di novembre la squadra torinese, in costante crescita dopo liniziale rodaggio, riuscì a recuperare terreno nei confronti degli emiliani. Sul finire dellanno solare i bianconeri, pur privati dellapporto del loro capitano Roberto Baggio, seriamente infortunatosi il 27 novembre 1994 a Padova e destinato a rimanere per cinque mesi lontano dai campi, emersero prepotentemente grazie soprattutto al ventenne Del Piero, esploso in poche settimane ai massimi livelli, nonché a un Vialli lontano parente dello spento attaccante visto nel recente biennio, completamente rigenerato dalla cura-Lippi; i due furono tra le principali pedine su cui la Juventus puntò per la rincorsa al titolo, assieme alla definitiva affermazione del panzer Ravanelli e del portiere Peruzzi – di lì a poco pilastri della nazionale italiana –, nonché alla solidità del duo di centrocampo Sousa-Deschamps.

Il 4 dicembre i torinesi, negli ultimi 20 di gioco, rimontarono da 0-2 a 3-2 la Fiorentina al Delle Alpi grazie a uninvenzione allo scadere proprio di Del Piero - un pallonetto al volo rimasto negli annali - mentre l11 dello stesso mese, dopo la vittoriosa trasferta contro la Lazio 4-3, guadagnarono la vetta solitaria della classifica con, peraltro, una gara in meno il derby annullato a causa dellalluvione piemontese di novembre rispetto alle avversarie. Nonostante il passo falso della settimana seguente con il Genoa, per un gol fantasma di Galante nel finale di partita, il 1995 si aprì con il successo sui ducali nello scontro diretto dell8 gennaio al Tardini 3-1, che spinse l undici bianconero verso il simbolico titolo dinverno.

Tra febbraio e marzo, sfruttando la nuova regola dei tre punti una spregiudicata Juventus, sempre votata allattacco, seppe accumulare un considerevole vantaggio; sicché gli uomini di Lippi non risentirono troppo delle inattese sconfitte nelle due stracittadine nonché nella partita interna contro il neopromosso Padova. La Vecchia Signora, nelle domeniche successive, amministrò il vantaggio conquistando matematicamente il tricolore il 21 maggio, con due turni danticipo, battendo al Delle Alpi un ormai sfiduciato Parma con un netto 4-0. Per la Juventus fu il ventitreesimo scudetto, unaffermazione che si faceva attendere ormai da nove stagioni: un successo che i calciatori bianconeri dedicarono al loro compagno di squadra Andrea Fortunato, promettente terzino scomparso il 25 aprile, neanche ventiquattrenne, dopo aver lottato per quasi un anno contro la leucemia.

Il dualismo con gli emiliani si estese anche alle finali di coppa, egemonizzando il calcio italiano ed europeo di questa stagione. La Juventus realizzò il secondo double nazionale della sua storia - dopo lallora unico precedente del 1959-1960 - mettendo in bacheca la nona Coppa Italia, superando i gialloblù sia nellandata a Torino 1-0 sia nel ritorno a Parma 2-0, mentre dovette cedere ai ducali la finale di Coppa UEFA, punita dallex Dino Baggio che andò a segno sia nella sconfitta del Tardini allandata sia nellinutile pareggio nel retour match di San Siro scelto dal club bianconero come impianto casalingo in occasione di semifinale e finale; nellandata dei trentaduesimi del torneo, Ravanelli marcò una storica cinquina nel 5-1 casalingo al CSKA Sofia, tuttora un primato bianconero in campo europeo. Sempre Ravanelli, miglior fromboliere stagionale di Madama con 30 gol, si laureò, in coabitazione con il parmense Branca, capocannoniere della Coppa Italia, quinto bianconero nella storia.

                                     

1. Maglie e sponsor

Lo sponsor tecnico per la stagione 1994-1995 fu Kappa, mentre lo sponsor ufficiale fu Danone.

Dopo anni di divise nel solco della tradizione, in questannata la maglia casalinga juventina andò incontro a una decisa innovazione, pur mantenendo un approccio stilistico abbastanza classico: per la prima volta in quasi un secolo debuttò sulla casacca lo stemma societario, inserito in piccolo nello scollo del colletto, così come scomparve la "scatolina" che dalla stagione 1982-1983 inglobava le due stelle, ora "libere" tra le strisce bianconere; novità anche per quanto concerne linserimento del jersey sponsor, per la prima volta in casa juventina riportato con i suoi colori aziendali.

Simile rivoluzione in trasferta, con lannata che portò al debutto quella che divenne un "instant classic" tra le seconde divise dei piemontesi: tornò infatti il completo blu già visto negli anni 1970 e 1980, il quale tuttavia ruppe con il passato grazie a due grandi "stellone" gialle - a richiamare il distintivo sportivo - posizionate sopra le spalle; a differenza della maglia casalinga, inoltre, qui lo stemma juventino venne riportato in normali dimensioni nella canonica posizione sul lato sinistro del petto. Il medesimo template fu utilizzato anche per la misconosciuta terza divisa, un completo spezzato giallonero mai sfoggiato in gare ufficiali, e visto in campo unicamente il 14 giugno 1995 al Menti di Vicenza per unamichevole celebrativa della promozione in Serie A del Vicenza.

Ancora il succitato template "stellato" venne utilizzato come calco per le divise dei portieri, le quali peraltro - per la prima volta nella storia del club - divennero parte integrante della fornitura tecnica stagionale: per gli estremi difensori juventini vennero approntate due varianti, la prima in toni di grigio, e la seconda gialloblù, questultima cromaticamente allopposto della seconda divisa della squadra.

                                     

2. Giovanili

Organigramma

Area tecnica

Settore giovanile
  • Primavera
  • Allenatore: Antonello Cuccureddu

Piazzamenti

  • Torneo di Viareggio: quarti di finale
  • Primavera
  • Campionato: semifinale
  • Coppa Italia: vincitrice

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