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Lamborghini

Automobili Lamborghini è unazienda italiana produttrice di automobili di lusso, interamente posseduta dalla tedesca Audi. Fondata nel 1963 da Ferruccio Lamborghini già fondatore della Lamborghini Trattori, la sede e lunico stabilimento produttivo sono da sempre situati a SantAgata Bolognese, dove lavorano oltre 1.400 dipendenti.

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1. Storia
Benché sia prosaicamente frutto di un progetto imprenditoriale iniziato tempo prima, la fondazione della Lamborghini viene tradizionalmente ricondotta ad una lite, realmente accaduta, fra Enzo Ferrari e Ferruccio Lamborghini. Questultimo, già affermato industriale che costruiva trattori, caldaie e condizionatori, possedeva una Ferrari 250 GT della quale non era pienamente soddisfatto. Si rivolse al Commendatore in persona per lamentare il cattivo funzionamento della trasmissione e dispensargli consigli, ma Ferrari, orgogliosamente stizzito che il cliente volesse insegnargli il mestiere, gli disse:" Che vuol saperne di auto lei che guida trattori?” Per tutta risposta Lamborghini decise di avviare in proprio la costruzione di unautomobile che fosse" perfetta anche se non particolarmente rivoluzionaria”. La Lamborghini automobili fu fondata il 7 maggio 1963 e aveva sede in uno stabilimento appositamente costruito a SantAgata Bolognese. Il titolare, che disponeva di ingenti risorse finanziarie, si circondò immediatamente di ingegneri e tecnici molto capaci: Giotto Bizzarrini progettò il motore, Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani il telaio, e Franco Scaglione disegnò la linea. La 350 GTV non riscosse molto successo a causa dello stile troppo avveniristico e rimase un esemplare unico. Il progetto venne quindi affidato alla carrozzeria milanese Touring che, pur rispettando le quote caratteristiche iniziali, creò un disegno più classico e sobrio. La nuova auto, chiamata 350 GT, era una granturismo a due posti veloce ed elegante secondo i canoni dettati da Ferruccio e fu la prima auto costruita in serie dalla Lamborghini. Ebbe un discreto successo di vendite e fu seguita dalla 400 GT che giovò di un aumento di cilindrata e dalla 400 GT 2+2, entrambe presentate nel 1966.

1.1. Storia 1965-1972: Un rapido successo
Nel frattempo Dallara e Stanzani Bizzarrini aveva lasciato lazienda dopo poco per contrasti con il titolare svilupparono un progetto parallelo che vide la luce proprio quello stesso anno: la Miura. Questa esuberante automobile a motore posteriore fra le prime al mondo, era paradossalmente lesatto contrario di ciò che Lamborghini aveva chiesto ai suoi progettisti: stupefacente, ma tutto fuorché esente da difetti. Ebbe un successo straordinario, sia di critica che di vendite, tanto che, nelle sue varianti, rimase in produzione fino al 1973. La Miura fu anche lauto che inaugurò il lungo sodalizio con lo stilista Bertone e in particolar modo con il suo designer, Marcello Gandini, cui la Lamborghini si affidò dopo la chiusura della Touring. Un ruolo rilevante ebbe anche il neozelandese Bob Wallace, il cui contributo si rivelerà decisivo nello sviluppo di alcuni dei modelli più rappresentativi della casa. Wallace era entrato subito alla Lamborghini come assistente alla produzione ma divenne ben presto collaudatore capo e responsabile dello sviluppo su strada. La casa infatti non ha mai avuto un circuito di prova e i test si sono sempre svolti sulle strade pubbliche.
Intanto, la linea di automobili di gusto classico della Lamborghini continuò e nello stesso anno, il 1968, furono presentate sia la sostituta della 400 GT, la Islero che ne ammodernava le linee ma ne seguiva limpostazione generale che la Espada, una grande coupé sportiva a quattro comodi posti la cui filosofia era già stata prefigurata dal prototipo Marzal. Dopo pochi anni dalla fondazione la Lamborghini poteva già contare su unintera gamma di automobili sportive anche se praticamente era disponibile un solo motore, ma la sorte dellazienda era per lo più nelle mani della Miura che monopolizzava le vendite: nel 68 ne vennero vendute 187, contro appena 37 Espada e pochissime Islero. Il 1969 vide labbandono di Dallara, trasferitosi alla DeTomaso per dedicarsi alle auto da competizione.
Mentre le vendite della Espada miglioravano e quelle della Miura prosperavano, nel 1970 la deludente Islero fu sostituita con la Jarama, unaltra coupé 2+2 che con la sua spigolosa linea fastback cambiava completamente registro rispetto alla sua antesignana. Sempre nel 1970 venne anche presentata la Urraco, che montava posteriormente un motore V8 di soli 2.5 litri di cilindrata. La Urraco rappresentò il tentativo di espandersi verso unarea di mercato meno esclusiva e di aumentare così le modeste quote produttive consentite da auto così costose. Lanno successivo venne presentata la vettura destinata a sostituire la Miura: si chiamava Countach e la sua linea, ancor più estrema e radicale, era anchessa opera di Gandini. La Countach però, complice anche il protrarsi dei risultati soddisfacenti della Miura, non entrò in commercio prima del 74. Fu la prima Lamborghini costruita senza il suo fondatore.

1.2. Storia 1972-1981: gli svizzeri e la crisi
Ferruccio Lamborghini abbandonò improvvisamente la sua azienda nel 1972, cedendo la maggioranza delle azioni allimprenditore svizzero Georges-Henri Rossetti, per poi vendere il restante pacchetto a René Leimer nel 1973. La ragione di una decisione così inattesa era la necessità di reperire fondi per la fabbrica di trattori in difficoltà, ma fu probabilmente da ricercarsi anche nel malumore che Lamborghini provava nei confronti delle agitazioni sindacali che già da tempo erano diffuse in gran parte delle fabbriche italiane. Tali rivendicazioni, oltre a rallentare la produzione e a ripercuotersi sulla qualità dei prodotti, avevano plausibilmente minato lentusiasmo imprenditoriale di Lamborghini. Nel giro di pochi anni infatti egli cedette anche le altre sue attività e si ritirò a vita privata.
Il cambio di gestione corrispose alle prime serie difficoltà economiche, determinate da una somma di cause: luscita di scena della Miura quando la Countach non era pronta, la crisi petrolifera del 1973 che mise al bando le automobili sportive e infine la proprietà svizzera era spesso assente e poco risoluta. La gestione dellazienda era affidata ad Ubaldo Sgarzi quale direttore commerciale. La scarsità di fondi causò il mancato finanziamento di progetti interessanti come la Bravo che avrebbero potuto rilanciare le vendite. Così nel 74 anche Stanzani e Wallace lasciarono la Lamborghini. Seguirono anni difficili, con una gamma ormai obsoleta e scarsamente sviluppata e la sola apprezzatissima Countach a sostenere economicamente le sorti della fabbrica. Solo nel 1976 venne introdotta la prima convertibile di serie della Lamborghini, la Silhouette, che adottava la meccanica della Urraco.
A risollevare le sorti dellazienda sembrò arrivare un vantaggioso accordo per costruire 800 esemplari della coupé sportiva M1 equivalenti a oltre 3 anni della normale produzione per conto della BMW, che avrebbe fornito i motori, ma lazienda bolognese in grave deficit non fu in grado di rispettare le consegne e lintesa venne rescissa. Poco dopo un altro progetto di importanti dimensioni, per quanto poco affine ai cromosomi del marchio, fu proposto alla Lamborghini: un fuoristrada destinato allesercito americano. Sfortunatamente anche questa opzione sfumò poiché il prototipo Lamborghini, il Cheetah, fu scartato in favore del suo concorrente: lHumvee. La perdita della commessa fu un altro duro colpo per le finanze della casa, sempre più a corto di liquidità e ormai sullorlo della bancarotta. Sembrò esserci un interesse di Walter Wolf, miliardario canadese che aveva contribuito allo sviluppo della Countach, ma non si concretizzò. Nellagosto del 1978 il tribunale di Bologna pose lazienda in amministrazione controllata per evitarne il fallimento.
Nel 1979, al fine di alleviare la cassa integrazione, lazienda siglò un contratto con la FIAT per montare lallestimento interno di 5000 "127 Rustica", prodotte in Brasile e destinate al mercato europeo. Laccordo causò unaspra vertenza sindacale, volta a bloccare le produzioni estere della FIAT, coinvolgendo anche la FULP Federazione unitaria lavoratori portuali che impedì al cargo Dora Baltea della Grimaldi di scaricare le autovetture nel porto di Livorno. La FIAT fu costretta a dirottare la nave nel porto di Marsiglia per sbarcare il carico.

1.3. Storia 1981-1987: i fratelli Mimran
Non trovandosi un acquirente, il 28 febbraio 1980 la Lamborghini venne messa in liquidazione. Per rilevarla pervenne anche una proposta ufficiosa di 3.5 miliardi di lire dal suo fondatore, Ferruccio Lamborghini, ma il tribunale di Bologna accettò lofferta di 3.85 miliardi dei fratelli francesi Patrick e Jean-Claude Mimran, giovanissimi imprenditori dello zucchero. Il 23 maggio 1981 fu formalizzata la cessione dellattività che assunse il nome di" Nuova Automobili Lamborghini”. Il rinnovamento fu importante. Lattività della fabbrica riprese a pieno ritmo con larrivo dei capitali necessari. Emil Novaro fu nominato amministratore e Giulio Alfieri direttore tecnico. Sgarzi fu mantenuto alla direzione commerciale.
Ricominciò il lavoro di sviluppo sulla sempre richiestissima Countach, che non sembrava sentire il peso degli anni. La Silhouette fu sostituita con la sua evoluzione, la Jalpa. Per non sprecare lesperienza fatta con la Cheetah si decise di sviluppare lo LM002, un fuoristrada a uso civile derivato da quel progetto. Ma linnovazione maggiore dei primi anni 80 fu la riprogettazione e ladozione delle quattro valvole per cilindro sul motore a 12 cilindri che, aggiornamenti e aumenti di cilindrata a parte, era ancora quello disegnato da Bizzarrini ventanni prima.
Alfieri disegnò anche un motore marino da sette litri che otterrà grandi successi nelle competizioni nautiche.
Nel 1986 fu prodotta una motocicletta in sei esemplari, ma il progetto iniziale prevedeva la produzione di 50 moto.
Nell’85 Alfieri fu sostituito dal suo vice Luigi Marmiroli, che nel 1987, in un reparto appositamente allestito nel quale lavorava anche un giovanissimo Horacio Pagani, costruì il prototipo Countach Evoluzione, prima esperienza di rilievo della Lamborghini nel campo dei materiali compositi. La gamma, comprendente Countach, LM002 e Jalpa si era ritagliata buone quote di mercato e lazienda godeva di ottima salute.

1.4. Storia 1987-1994: lera Chrysler
Poi, senza preavviso, nellaprile del 1987 i fratelli Mimran vendettero la Lamborghini al colosso americano Chrysler. Il cambio di gestione fu improvviso quanto quello che coinvolse il fondatore e il duo Rossetti/Leimer e altrettanto inspiegabile, visti i risultati raggiunti dai fratelli francesi. La notizia fu inizialmente accolta con entusiasmo e diede ulteriore impulso allazienda, ma ben presto ci si rese conto che cerano notevoli problemi a far combaciare le filosofie aziendali dei due marchi. Il primo risultato della collaborazione fu infatti la Portofino, una grande berlina quattro porte interamente progettata negli Stati Uniti e che della Lamborghini aveva solo telaio e motore derivati dalla Jalpa e il toro stampato sul cofano, ma incorniciato dal pentagono della Chrysler anziché dal canonico scudetto. La Chrysler scartò il progetto P140 che avrebbe dovuto sostituire la Jalpa e che avrebbe dovuto portare al debutto il nuovo V10 progettato da Marmiroli. Bocciata fu anche la Genesis proposta da Bertone, una monovolume ad altissime prestazioni troppo in anticipo sui tempi.
La dirigenza americana fece proseguire invece il programma per dare un erede alla Countach che, benché ancora attuale, ormai era sul mercato da quasi quindici anni, ma fece anche trasferire gli studi tecnici e di stile oltreoceano, cosa che rallentò sensibilmente i lavori. La nuova vettura avrebbe dovuto essere pronta per lanniversario della fondazione e invece la ricorrenza fu festeggiata con unaltra variazione della Countach, battezzata appunto 25° Anniversary. Invece di deludere i clienti, la coupé si rivelò ancora vincente: 658 esemplari in soli due anni ne fecero la versione di maggior successo di unauto rimasta sul mercato per ben diciassette anni. La Diablo progettata da Marmiroli e disegnata ancora da Gandini che non lavorava più per Bertone, fu finalmente presentata nel 1990. Con la fine della produzione della LM002 nel 92, la Diablo rimase lunico modello nel listino Lamborghini e fu affiancata nel 1993 dalla versione VT la prima supercar Lamborghini a trazione integrale.

1.5. Storia 1994-1998: supercars indonesiane
Il 21 gennaio 1994 la Chrysler annunciò inaspettatamente la cessione dellazienda per 40 milioni di dollari e Lamborghini cambiò proprietario per la quarta volta. Lacquirente era la Megatech, una società con sede legale alle isole Bermuda estranea allindustria automobilistica. La Megatech era una divisione di Sedtco Ltd, gruppo indonesiano amministrato da Setiawan Djodi, popolare cantante e uomo daffari, e da Tommy Suharto, figlio dellallora presidente dellarcipelago asiatico. Sgarzi rassegnò le dimissioni dopo quasi trentanni. Il presidente Tim Adams lultimo avvicendatosi nellera Chrysler fu sostituito da Indrajit Sardjono prima e poi da Michael J. Kimberley, ex dirigente Jaguar e Lotus. I nuovi proprietari si dimostrarono aridi di investimenti e inesperti su come condurre una fabbrica di auto sportive. Il loro interesse si concentrò principalmente sul risanamento finanziario a scapito dellimplementazione del prodotto. Lo sviluppo si concentrò sullunico modello disponibile del quale vennero declinate numerose versioni, la più importante delle quali fu la Diablo Roadster nel 1995. Unaltra proposta per unauto daccesso con motore V10 arrivò dalla Italdesign di Giorgetto Giugiaro, la Calà, ma il progetto non fu avallato. I motori a dodici cilindri bolognesi furono impiegati sulle nuove auto della Vector Motors, della quale Djodi deteneva il 35%.
Nel 1995 la società venne ristrutturata allinterno del gruppo e la proprietà passò alla VPower Corporation per il 60% e alla malese MyCom Bhd per il restante 40%. Intanto le vendite avevano subito una lenta ma costante flessione: se nel 1994 furono vendute 248 vetture, lanno successivo furono quaranta in meno. Marmiroli e Munari si dimisero. Fu nominato un nuovo presidente, Vittorio Di Capua. Alla direzione tecnica fu assunto Massimo Ceccarani, che per accelerare i lavori decise di sviluppare la nuova auto sulla base meccanica della Diablo. Ma le contrapposizioni e la mancanza di sinergie fra la dirigenza indonesiana e la struttura italiana era tale che furono sviluppati due progetti differenti con conseguente aumento dei costi per progettare la nuova vettura. Entrambi furono scartati.

1.6. Storia 1998-oggi: Lamborghini con Audi
Nel 1998 la Lamborghini fu acquisita dallAudi, costruttore sufficientemente esperto e solido da garantire alla casa bolognese un piano industriale adeguato; lanno dopo, anche Di Capua si dimise e fu sostituito da Giuseppe Greco. Questultimo, già durante i colloqui con il Presidente Audi ing. Paefgen prima dessere assunto, prospettò alla nuova proprietà la necessità daffiancare un secondo modello alla gamma Lamborghini, che permettesse di competere in una fascia di mercato più interessante dal punto di vista quantitativo. La nuova proposta Lamborghini avrebbe dovuto offrire qualcosa in più sotto il profilo della tecnica e delle prestazioni: quindi si individuò nel motore V10 lelemento caratteristico principale del modello. Il nuovo piano prodotto prevedeva il completamento della fase di sviluppo dellammiraglia V12: che, ripartita da nuove basi allarrivo della nuova proprietà, fu presentata al salone dellauto di Francoforte nel 2001 con il nome Murciélago. Nel 2003 fu nominato presidente W. Mischke, ex direttore tecnico Audi, mentre Greco restava AD e Vice Presidente. In quellanno fu presentata la Gallardo, nuova" piccola” con motore V10. Prodotta fino al 2013 in oltre 35 versioni e 14.022 esemplari, la Gallardo divenne la Lamborghini di maggior successo di sempre.
Nel 2004 Werner Mischke fu rimpiazzato da Stephan Winkelmann. Fin dalla definizione della Murciélago, ad eccezione della Gallardo disegnata da Giugiaro, i disegni delle vetture vengono fatti internamente dalla Lamborghini Centro Stile, a capo della quale si sono alternati famosi designer internazionali: Luc Donckerwolke, Walter De Silva, Manfred Fitzgerald e Filippo Perini. Dal 2006 la produzione di serie è stata integrata con modelli esclusivi a tiratura limitata come la Reventón e la Veneno. Nel 2010 finì la produzione della Murciélago, rimpiazzata con la Aventador. Per festeggiare il cinquantenario della casa fu presentata la showcar monoposto Egoista. Nel 2013 infine uscì dalla catena di montaggio lultima Gallardo, sostituita con la Huracán.
Dal 15 marzo 2016 nuovo presidente e amministratore delegato è Stefano Domenicali, già direttore sportivo della scuderia Ferrari.

2. Il marchio
Il toro alla carica incorniciato da uno scudetto fu scelto come emblema da Ferruccio Lamborghini poiché era il suo segno zodiacale. Dopo i primi modelli con denominazione alfanumerica in voga allepoca, anche la nomenclatura delle auto si ispirò al mondo della tauromachia: il nome Miura venne preso dalla razza di tori da corrida di Don Eduardo Miura Fernandez, di cui Lamborghini visitò anche lallevamento a Siviglia. Islero era il nome del toro di razza Miura che uccise il famoso torero Manolete nel 1947. Espada è la traduzione spagnola di spada, larma usata per infliggere il colpo fatale ai tori. Jarama faceva riferimento alla storica regione spagnola in cui la tauromachia era particolarmente diffusa. Anche Urraco era una prestigiosa razza taurina. Diablo era il nome del feroce animale del duca di Veragua che affrontò unepica corrida con "El Chicorro" a Madrid nel 1869. Murciélago era il leggendario toro la cui vita fu risparmiata da "El Lagartijo" nel 1879; Gallardo prende il nome da una delle cinque caste ancestrali delle razze da corrida spagnole. Reventón, il toro che ha sconfitto il giovane torero messicano Félix Guzmán nel 1943. Estoque, è ispirato dall’ estoc stocco, la spada usata tradizionalmente dai matador. Aventador, infine, era il nome del toro che nel 1993 a Saragozza vinse il Trofeo de la Peña La Madroñera, per lincredibile coraggio nel corso del combattimento ".
Le eccezioni a questa tradizione furono poche ma significative: Countach è unesclamazione di stupore del dialetto piemontese. LM002 acronimo Lamborghini Militare e Silhouette dal nome della famosa categoria da competizione del tempo sono altri esempi della breve rottura della tradizione.
Se la Miura fu il primo grande successo della Lamborghini, fu la futuristica Countach ad introdurre la linea a cuneo, tesa e spigolosa, a volume unico. Il suo profilo senza soluzione di continuità fra cofano anteriore e parabrezza, con labitacolo fortemente sbalzato in avanti, caratterizzò tutte le Lamborghini sportive da allora in poi. Sempre sulla Countach fecero la comparsa le scomode ma iconiche porte ad apertura parallela a forbice, anchesse presenti in tutte le future ammiraglie. Questo sistema è talmente caratteristico che negli Stati Uniti vengono comunemente chiamate Lamborghini style doors. E fu ancora la Countach a proporre per prima su una vettura stradale gli ampi e vistosi alettoni posteriori, allora più estetici che funzionali. Un altro elemento di riconoscibilità furono le ruote lenticolari a cinque fori, il cui stile comparve sul prototipo Bravo nel 74 e fu dismesso solo a metà degli anni duemila.

3. Attività sportiva
Contrariamente a gran parte dei costruttori da auto sportive, per i quali le competizioni rappresentano un ottimo veicolo promozionale, per lungo tempo la Lamborghini Automobili non partecipò direttamente a nessuna manifestazione sportiva; tale scelta fu determinata tanto dagli ingenti costi richiesti per queste attività quanto da una precisa visione imprenditoriale del suo fondatore Ferruccio Lamborghini, per il quale le corse non erano consone allimmagine di automobili pratiche e confortevoli, benché velocissime, che intendeva costruire. Ciò in aperto contrasto con alcune delle figure chiave dellazienda. La Miura era stata creata con le caratteristiche di unauto da competizione, Dallara lasciò la casa proprio per seguire lofferta di DeTomaso di dirigere la sua nuova squadra Formula Uno e Wallace, infine, lavorò alacremente su versioni speciali Miura Jota, Jarama Rally ed Urraco Rally con lintento, mai realizzato, di farle correre.
Di fatto, per oltre ventanni le uniche occasioni di vedere le auto bolognesi in circuito si dovettero alliniziativa personale dei clienti della Lamborghini i quali gareggiavano privatamente con le loro auto personali regolarmente acquistate: fra questi si possono ricordare Gerhard Mitter, Marcello Gallo e soprattutto il francese Paul Rilly. La Islero del pilota francese fu la prima Lamborghini iscritta e qualificata, nel 1973, alla celebre 24 ore di Le Mans, ma non corse a causa di un singolare episodio. Nelle prove Rilly non ottenne un tempo sufficiente alla qualificazione, ma venne riammesso alla gara a causa della defezione di alcuni piloti che lavevano preceduto. Sfortunatamente, la notizia arrivò quando Rilly aveva già abbandonato il circuito e trovandosi in viaggio non fu possibile comunicargliela.

3.1. Attività sportiva Raid e Gruppo C
Le prime iniziative ufficiali della Lamborghini nel settore agonistico risalgono solo al 1985, con la nomina di Marmiroli a direttore tecnico. Lingegnere volle con sé Daniele Audetto, in passato direttore sportivo della scuderia Ferrari. Al rallista Sandro Munari, fu invece dato il compito di sviluppare e pilotare una versione speciale della LM002 per partecipare alla Parigi Dakar, ma disputò solo il Rally dei Faraoni. Alla Portman, concessionaria britannica della Lamborghini, fu affidata la costruzione di una vettura di Gruppo C per Le Mans e il mondiale prototipi del 1986. La Countach QVX, motorizzata col V12 della casa e condotta da Tiff Needell e Mauro Baldi, partecipò solo alla 500 km di Kyalami, dopo di che il programma fu soppresso per la carenza di fondi necessari allo sviluppo. Lesperienza nel Gruppo C fu ripresa cinque anni dopo quando alla Konrad KM-011 vennero forniti motori 3.5 litri e supporto ufficiale, ma anche in questo caso il progetto fu annullato dopo sole quattro gare per la scarsità di finanziamenti riservatigli e per lormai prossima soppressione del mondiale Endurance.

3.2. Attività sportiva Formula Uno
Con lavvento della Chrysler fu varato un programma per la partecipazione al mondiale di Formula Uno. Allo scopo venne fondata a Modena una divisione separata, la Lamborghini Engineering, con Audetto alla presidenza e Mauro Forghieri alla direzione tecnica. Si optò per la costruzione di un motore V12, chiamato LE3512, da fornire a squadre con maggiore esperienza. Nel 1989 equipaggiò le auto del Team Larrousse, guidate da Philippe Alliot e Yannick Dalmas poi sostituito durante lanno da Michele Alboreto, mentre nel 90 fu fornito anche alla Lotus per le vetture di Derek Warwick e Martin Donnelly.
Quellanno terminò con la Larrousse al sesto posto nel campionato costruttori e arrivò anche il primo podio per il motore Lamborghini, Con Aguri Suzuki terzo in Giappone. Nel 91, con Lotus e Larrousse in piena crisi e costrette a rinunciare, i motori Lamborghini furono forniti alle Ligier di Érik Comas e Thierry Boutsen, ma i risultati furono deludenti. In pista scese anche la prima Formula Uno interamente costruita dalla Lamborghini, la Lambo 291. Per portarla in gara fu anche fondata unapposita squadra corse, denominata Modena Team. Le vetture pilotate da Nicola Larini ed Eric van de Poele non ottennero punti e il progetto fu chiuso a fine stagione a causa della scarsità di finanziamenti.
Lanno successivo i motori furono nuovamente forniti alla Larrousse e alla italiana Minardi che complessivamente ottennero due punti durante la stagione e nel 93 alla sola squadra francese che ne guadagnò tre. Nel corso di quellanno il motore venne provato sulle McLaren di Senna e Häkkinen e i risultati soddisfacenti portarono ad unintesa preliminare per la stagione successiva, ma la scuderia inglese troncò unilateralmente laccordo con un improvviso ripensamento. La Lamborghini lamentò di aver sostenuto da sola tutte le spese per aggiornare il motore e per adattarlo alla monoposto britannica. La delusione per il mancato accordo, insieme ai risultati non eccezionali fin lì raggiunti, fu probabilmente la causa del ritiro della Lamborghini a fine 1993.

3.3. Attività sportiva Motonautica
Uno dei primi progetti curati da Marmiroli era un motore V12 da 7 litri destinato ad equipaggiare la Countach e che era anche stato testato su una possibile evoluzione del fuoristrada LM002 il prototipo fu chiamato LM004. Questo motore non fu mai utilizzato su auto di produzione ma ne venne ricavato, tramite laumento di cilindrata a 8.200 cc, un potente propulsore marino che venne montato su motoscafi offshore di classe C1. Con questo motore, Il 25 novembre 1994 Norberto Ferretti e Luca Ferrari conquistarono il primo titolo mondiale per la casa bolognese. In seguito le imbarcazioni motorizzate Lamborghini vinsero altri nove campionati mondiali, dal 1997 al 1999 e dal 2001 al 2006.

3.4. Attività sportiva Trofei monomarca e campionati Gran Turismo
Nel 1996 debuttò il primo trofeo riservato alla Diablo SV-R, versione da competizione della vettura bolognese sviluppata in pista da Munari, Luigi Moccia e il francese Jean-Luc Chéreau. Lorganizzazione del Diablo Supertrofeo fu affidata a Stéphan Ratel, ideatore del campionato BPR e del mondiale FIA GT. Nei tre anni successivi levento fu disputato utilizzando la nuova Diablo 6.0 GTR.
Anche con la gestione Audi limpegno nelle competizioni venne dedicato alle derivate di serie, che richiedono investimenti minori, fidelizzano la clientela e generano utili poiché le auto vengono vendute a squadre o piloti. Venne creata unapposita struttura in Baviera, la Reiter Engeneering, che col supporto della casa madre e di Audi Sport trasformava le auto di serie in vetture da competizione. Primo frutto di questo programma fu la Murciélago R-GT, omologata nella classe GT1 dei campionati FIA GT, Le Mans Series, Japan Super GT ed American Le Mans Series.
Nel 2006 la R-GT del team All-Inkl.com Racing pilotata da Christophe Bouchut e Stefan Mücke trionfò a Zhuhai nel campionato FIA GT, ottenendo, 43 anni dopo la sua fondazione, la prima storica vittoria di una Lamborghini in una gara di campionato mondiale. Per la classi GT2 e GT3 la Reiter Engeneering ha sviluppato a partire dal 2006 le versioni della Gallardo da competizione LP520 GT3, LP560 GT3, LP560 GT2, LP600, LP600+, LP560 GT3 FL2 e LP600+ FL2 oltre al kit di aggiornamento LP520 GT3" Evo”. Tutte le auto assemblate dalla Reiter Engeneering sono a sola trazione posteriore per esigenze regolamentari.
Nel 2009 venne ripristinato il trofeo monomarca, stavolta riservato alla Gallardo LP560-4 a trazione integrale. Dopo varie evoluzioni, attualmente 2014 la formula prevede tre divisioni continentali Europa, America e Asia e la finale mondiale. Il 14 agosto 2014 è stata presentata al Monterey Car Week la nuova Huracan LP620-2 Supertrofeo, direttamente sviluppata internamente dalla casa in collaborazione con la Dallara Engeneering per sostituire la Gallardo. Si tratta della prima Lamborghini destinata al trofeo monomarca con la sola trazione posteriore, quindi già predisposta per lomologazione FIA.

4. Assetto societario e risultati commerciali
Dal 1º luglio 2011 Automobili Lamborghini Spa, Lamborghini AntiMarca Spa e STAR Design Srl sono state fuse in Automobili Lamborghini Holding Spa, a sua volta rinominata in Automobili Lamborghini Spa, interamente controllata da AUDI AG. Alla Automobili Lamborghini SpA appartengono quattro principali sussidiarie: Ducati Motor Holding Spa, Italdesign Giugiaro Spa, MML Spa Motori Marini Lamborghini e Volkswagen Group Italia SpA ex Autogerma SpA.
Dalla sua fondazione fino al 2002, prima del lancio della Gallardo, la Lamborghini produceva mediamente 300 veicoli allanno; dal 2004 in poi la media di vetture costruite è stata superiore a 1.800 unità. Durante la crisi mondiale del 2008 le vendite subirono flessioni prossime al 50%, per poi risalire ai livelli precedenti solo nel 2012. Nel 2014 le vendite della Lamborghini sono equamente distribuite fra Europa, Medio oriente e Africa 34%, America 36%; Asia e Oceania 30%. Della Aventador sono stati venduti 447 esemplari nel 2011, 976 nel 2012 e 1.113 nel 2013. Nel 2013 sono state complessivamente vendute 2.122 automobili, contro le 2.197 dellanno precedente. Nel 2019 sono state complessivamente vendute 8.205 automobili, contro le 6.571 del 2018.

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Lamborghini Trattori viene costituita nel 1948, con sede a Cento, da Ferruccio Lamborghini, poi fondatore della Lamborghini Automobili, entrata a far parte n...