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ⓘ Rashtrapati Bhavan è la residenza ufficiale del Presidente dellIndia. Può sia riferirsi alla sola residenza che ospita gli appartamenti presidenziali, saloni, c ..



Rashtrapati Bhavan
                                     

ⓘ Rashtrapati Bhavan

Rashtrapati Bhavan è la residenza ufficiale del Presidente dellIndia. Può sia riferirsi alla sola residenza che ospita gli appartamenti presidenziali, saloni, camere degli ospiti ed uffici, sia allintera tenuta di 130 ettari che include i giardini moghul presidenziali, ampi spazi aperti, gli alloggi del personale, le scuderie, gli uffici secondari ed altri edifici compresi nelle mura perimetrali. Per fare un paragone, lintero complesso della Casa Bianca negli Stati Uniti è 17 volte più piccolo. È la terza residenza più estesa di un capo di Stato del mondo dopo il Palazzo del Quirinale a Roma e Ak Saray ad Ankara.

                                     

1. Storia

Quando il progetto per la costruzione di Nuova Delhi, adiacente a sud alla città vecchia, fu sviluppato negli inizi del ventesimo secolo, alla casa del Governatore generale vennero dati un enorme peso ed una posizione preminente nella pianificazione della nuova città. Circa 1600 ettari di terreno vennero acquistati per iniziare la costruzione della casa del Viceré e ladiacente Secretariato. Con l Atto 1984 di Acquisizione del terreno, fra il 1911 ed il 1916 vennero demoliti i villaggi preesistenti di Raisina e di Malcha e vennero trasferite circa trecento famiglie.

Il progetto architettonico della residenza venne affidato allarchitetto inglese Edwin Landseer Lutyens, una figura di grande importanza per la progettazione della nuova città. Il palazzo del Governatore generale risultò molto simile ai progetti originali che Lutyens mandò a Herbert Baker, da Simla il 14 giugno 1912. Lo stile di Lutyens rimanda principalmente al classico, con colori e dettagli ispirati dallarchitettura indiana. I rapporti fra Lutyens e Baker, assegnati uno per la costruzione della casa del Viceré, laltro per quella dei due secretariati, iniziarono amichevolmente. Il progetto originale consisteva nel posizionare la casa del Viceré sulla sommità della collina di Raisina, con i secretariati edificati inferiormente. Fu poi deciso di costruire circa 350 metri più indietro, e di erigere tutti e due gli edifici sullaltopiano. Nonostante Lutyens volesse che la casa del Viceré risultasse più alta, fu costretto ad abbandonare i suoi piani e, dopo il completamento, entrò in contrasto con Baker, dato che la vista della facciata del palazzo era molto ridotta a causa della forte angolazione del terreno.

Lutyens combatté per i suoi aggiustamenti, tuttavia non fu in grado di cambiare il progetto. Il comitato stabilì nel gennaio 1914 che langolazione non avrebbe dovuto superare 1 m in 25, tuttavia si decise alla fine 1 in 22, unangolazione maggiore che avrebbe influenzato la visibilità del palazzo. Nonostante Lutyens fosse a conoscenza del problema, e della possibilità che il palazzo del Viceré sarebbe potuto risultare nascosto dallangolazione del terreno, si pensa che Lutyens non realizzò completamente che solo una piccola parte della facciata sarebbe stata visibile dallesterno. Nel 1916 il comitato imperiale di Delhi rifiutò la proposta di Lutyens di alterare linclinazione. Larchitetto allora pensò che Baker fosse più interessato alle entrate economiche e al compiacere il governo che alla buona riuscita del progetto.

Lutyens viaggiò fra India ed Inghilterra per circa venti anni, per lavorare alla costruzione della casa del Viceré in tutti e due i paesi. Lutyens dovette ridurre lampiezza della residenza da 370.000 a 240.000 m³ per le restrizioni economiche di Lord Hardinge. Nonostante i pochi mezzi, larchitetto volle comunque che la casa mantenesse quella grandiosità cerimoniale già concepita nel progetto precedente.

                                     

2. Profilo architettonico

Molti stili indiani vennero aggiunti alledificio. Questi includono molte vasche di pietra circolari sopra il palazzo, dato che i giochi dacqua sono una parte importante dellarchitettura indiana. Venne anche fatto uso del chhajja, tetto a spiovente che sporge dalla costruzione di circa due metri e mezzo. Esso protegge dal sole rovente le finestre destate e dalla pioggia durante la stagione monsonica. Sui bordi del tetto vi sono anche molti chhatri, padiglioni a forma di cupola, che contribuiscono a spezzare la continuità del tetto non coperto dalla cupola. Lutyens fece suoi alcuni stili indiani, usandoli tuttavia con parsimonia e in maniera efficace per tutto ledificio. Ci sono inoltre statue di elefanti, di cobra, come anche bassorilievi alla base della colonna Jaipur, scolpiti dallinglese Charles Sargeant Jagger. La colonna ha sulla cima una corona ed un fiore di loto di bronzo da cui spunta una stella di vetro.

Vi è inoltre luso del jali, finestra impreziosita da decori, ispirata allo stile di Rajasthani. La facciata est del palazzo contiene dodici grandi colonne dellordine Delhiano disposte in maniera non uniforme. I capitelli presentano la fusione fra le foglie dacanto e il soggetto indiano della campana. Veniva detto che, siccome le campane non avrebbero mai suonato, la dominazione inglese non avrebbe mai avuto fine. La facciata non presenta finestre, eccetto nelle ali laterali.

Lutyens fondò alcuni ateliers a Delhi e Lahore per assumere gli artigiani locali. Lingegnere capo del progetto era Sir Teja Singh Malik, e i quattro imprenditori più importanti includevano Sir Sobha Singh.

Lutyens aggiunse molti riferimenti personali dentro la residenza, come una parte del giardino oppure due finestre nella residenza che ricordano gli occhiali che indossava. La loggia del viceré fu completata nel 1929, e come il resto di Nuova Delhi inaugurata nel 1931. Dopo la proclamazione dindipendenza, avvenuta nel 1947, lallora Governatore generale continuò ad abitare nella residenza, per poi essere succeduto dal primo presidente dellIndia nel 1950, quando il paese diventò a tutti gli effetti una repubblica.

Lutyens affermò che per la cupola si ispirò al Pantheon di Roma. Cè inoltre la presenza di elementi architettonici tipici di Moghul e dello stile coloniale europeo. Complessivamente la struttura è nettamente diversa da altri simboli contemporanei dello stile coloniale. Ha 355 stanze decorate ed unarea totale di 19000 m². La struttura è composta da 700 milioni di mattoni per un totale di 85000 m³ di pietra, con un minimo uso di acciaio.

                                     

3. Pianta

La pianta del palazzo è disegnata intorno ad un enorme quadrato ed include numerosi cortili e molti spazi interni allaperto. La pianta si articola in due ali: una per il Viceré ed i residenti, laltra per gli ospiti. Lala residenziale, un complesso di quattro piani separati fra di loro, era così grande che il primo Governatore generale, Chakravarti Rajagopalachari, decise di vivere nella più piccola ala per gli ospiti, una tradizione che fu poi seguita dai suoi successori. Lala residenziale originale è ora usata principalmente per ricevimenti di stato e per ospitare capi di stato di paesi stranieri.

Nel centro della struttura principale, sotto la cupola, vi è la Sala Durbar, la quale era conosciuta come Sala del Trono durante la dominazione inglese dato che ospitava i troni del Viceré e della Viceregina. Gli interni di questa sala, come la maggior parte delle altre stanze, sono spogli, basandosi essi più sulla struttura e sulle forme austere piuttosto che sulle intricate decorazioni. Nella sala, le colonne seguono lordine Delhiano, che combina linee verticali col motivo di una campana. Le linee verticali che partono dalle colonne sono utilizzate nel fregio che ricorre nella stanza, che distingue lordine delle colonne da quello tradizionale. La stanza contiene un candeliere del peso di due tonnellate che pende da 33 metri daltezza. Gli accessi ai due salotti di stato, la sala da pranzo del presidente e la libreria sono ognuno dei quattro angoli della stanza. Vi sono anche molte logge che si affacciano sui cortili, una grande sala da pranzo con un lungo tavolo, soggiorni, sale da biliardo ed una grande sala da ballo. Giochi dacqua sono presenti anche dentro la residenza, come presso le scale del Viceré, dove otto leoni di marmo, che rappresentavano lo stemma della Gran Bretagna, riversano dalle loro bocche lacqua dentro sei vasche.



                                     

3.1. Pianta La cupola

La cupola centrale rappresenta la fusione fra lo stile indiano e quello inglese. Al centro di essa è costruita unalta cupola in rame sormontante un tamburo, che risalta rispetto al resto della struttura grazie alla sua altezza. La cupola è esattamente nellintersezione tra le due diagonali virtuali che corrono tra i quattro angoli della residenza. La cupola è alta due volte in più rispetto allaltezza del resto delledificio.

Laltezza della cupola venne aumentata da Lord Hardinge nel progetto del 1913. La cupola ha numerosi riferimenti classici. Lutyens affermò che nel progettarla si era ispirato al Pantheon di Roma, ma è forte anche linfluenza dello stile architettonico tipico del grande Stupa di Sanchi. La cupola è sorretta da colonne perfettamente distanziate fra loro, tra di esse vi è un portico allaria aperta. I lavori per la struttura in cemento armato della cupola esterna vennero avviati agli inizi del 1929. Lultima pietra venne posata il 6 aprile dello stesso anno. Fino al 1947 sopra la cupola campeggiava lunion jack britannica, successivamente allindipendenza dellIndia il 15 Agosto lunion jack venne sostituita con lattuale bandiera indiana

                                     

4. Giardini moghul

I Giardini moghul situati nella parte posteriore del palazzo sono la sintesi degli stili moghul ed inglese e sfoggiano una vasta varietà di fiori. I giardini sono aperti al pubblico ogni febbraio. Tutti i presidenti che hanno soggiornato al Rashtrapati Bhavan hanno preso misure per il mantenimento dei giardini, contribuendo ognuno nel loro abbellimento. I temi principali tuttavia sono rimasti inalterati.

                                     

4.1. Giardini moghul Giardino principale

Due canali che scorrono da nord a sud ed altri due da est ad ovest dividono il giardino in quattro. Per ogni intersezione è costruita una fontana a forma di loto, per un totale di sei. Mentre le fontane lanciano zampilli alti quasi quattro metri intrattenendo i visitatori con il loro gorgogliare, lacqua dei canali scorre così tranquilla da sembrare ferma. Al centro dei canali sono disposti vassoi di legno per nutrire gli uccelli che abitano il giardino.

                                     

4.2. Giardini moghul Giardini a terrazza

Presenta due lembi di terra rialzati posti sul lato nord e sud in un livello rialzato rispetto al giardino principale. Le piante qui mantenute sono le stesse del giardino principale. Al centro di tutte e due le terrazze cè una fontana, la cui acqua cade poi in un pozzo. Ad ovest vi sono due gazebi e ad est due posti di guardia.

                                     

4.3. Giardini moghul Giardino Purdha

Posizionato ad ovest rispetto al giardino principale, il giardino corre per tutti e due i lati del corridoio che collega il giardino principale a quello circolare. Chiuso da muri alti tre metri e mezzo, è nella sua maggior parte un roseto. It has 16 square rose beds encased in low hedges. There is a red sandstone pergola in the centre over the central pavement which is covered with Rose creepers, Petrea, Bougainvillea and Grape Vines. Lungo i muri, coperti da rampicanti, sono piantati degli aranci cinesi.

Intorno al giardino circolare vi sono lufficio per lorticulturismo, magazzini, lasilo ed altri edifici secondari. Viene qui conservata una collezione di bonsai, una delle migliori del paese.

                                     

5. I lavori di ristrutturazione

Il primo progetto di ristrutturazione del Rashtrapati Bhavan venne iniziato nel 1985 e si concluse nel 1989. Durante i lavori vennero rimosse le aggiunte posteriori della Sala Ashoka e ripristinato il suo aspetto originale grazie al lavoro di Sunita Kohli. La seconda ristrutturazione, iniziata nel 2010, ha coinvolto Charles Correa e Sunita Kohli.

Dizionario

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