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ⓘ Massacro di Tel al-Zaatar. Il massacro di Tel al-Zaatar è avvenuto il 12 agosto 1976 durante la Guerra civile libanese. Tel al-Zaatar era un campo di rifugiati ..



                                     

ⓘ Massacro di Tel al-Zaatar

Il massacro di Tel al-Zaatar è avvenuto il 12 agosto 1976 durante la Guerra civile libanese. Tel al-Zaatar era un campo di rifugiati palestinesi gestito dallUNRWA, e ospitava circa 50000-60000 rifugiati nella zona nordorientale di Beirut.

                                     

1. Situazione precedente al massacro

Con il crollo dellautorevolezza del governo libanese le fazioni più radicali accrebbero la loro forza.

Vicino al campo di Tel al-Zaatar, i Palestinesi cominciarono a riscuotere tasse forzate sugli oggetti fatti a mano per rifornire la loro milizia armata nel campo di rifugiati e per esercitare la loro influenza sui cristiani libanesi residenti a Dekwaneh e nei villaggi vicini. Molti Palestinesi iniziarono a impadronirsi di case ed edifici, e a trasformarli in basi militari. Molti residenti della zona, prima del massacro, avevano chiesto la rimozione del campo.

Dopo che le forze del Katāʾeb, dei Guardiani dei Cedri e del Nimr presero il controllo del quartiere di Karantina il 18 gennaio 1976, Tel al-Zaatar fu messo in stato di assedio secondo un piano elaborato dal generale Michel Aoun, che in quel periodo comandava lesercito in quella zona.

Il 4 gennaio 1976, fu creato un cordone di 300 soldati di Al-Tanzim e 100 soldati del Maroun Khoury intorno al campo, per tentare di frenare i Palestinesi. Il Maroun Khoury era una milizia con base a Dikwaneh. Fu lasciata una strada aperta per permettere levacuazione dei Palestinesi verso Aley, ma i Palestinesi si rifiutarono di dialogare col Fronte Libanese.

LOLP, come aveva fatto a Karatina, impedì a molti di andarsene dal campo, prendendoli in tal modo in ostaggio. Le forze del Fronte Libanese circondarono e attaccarono Jisr al Basha, mentre le truppe del Kataeb e dei Guardiani dei Cedri attaccarono ladiacente area di Nabaa, a maggioranza Sciita, che ospitava un gran numero di forze di sinistra. Era iniziata la battaglia per i campi dei rifugiati, che fu la resa finale dei conti tra i Palestinesi e il Fronte Libanese a Beirut. Fu una delle più aspre battaglie della guerra.

La Siria si propose come "mediatore" sulla base di giustificazioni storiche. Le forze siriane, insieme alle unità dellAs-Saiqa, intervennero ad Aprile in nome delle forti pressioni ricevute da parte delle milizie Cristiane. Linfluenza della Siria portò allelezione di Elias Sarkis.

Entro la prima settimana di Giugno le forze siriane avevano creato un blocco intorno Beirut Ovest, una zona a maggioranza musulmana in cui risiedevano i quartieri militari palestinesi, lasciando aperta solo la strada a Sud. A partire dal 22 giugno le forze dei Falangisti Cristiani, molti Cristiani residenti a Ras el-Dekweneh e a Mansouriye controllati dal Maroun Khoury, avendo la Siria a coprire loro le spalle, intensificarono il blocco rendendolo un assalto militare in piena regola, che durò 35 giorni. Le milizie Cristiane avevano assediato il campo dei rifugiati per 7 mesi. Quando l11 giugno del 1976 gli assediati si arresero per mancanza di cibo e di munizioni le milizie cristiane uccisero un grande numero di palestinesi le vittime si contarono a migliaia. Il 13 luglio 1976 William Hawi, il numero due delle Falangi libanesi, fu ucciso da un cecchino palestinese a Tel El-Zaatar, mentre ispezionava le posizioni tenute dai suoi miliziani.

                                     

2. Il massacro le sue conseguenze

Il 12 agosto il campo cadde definitivamente, in seguito a un assedio "a singhiozzo" durato parecchi mesi. Negli ultimi due mesi lassedio era stato rinforzato. Il bombardamento dellartiglieria pesante colpì buona parte del campo, facendo numerose vittime tra gli abitanti. John Bulloch, corrispondente del The Daily Telegraph a Beirut in quel periodo, scrisse: "Nella loro asprezza i comandanti Palestinesi ordinarono alla loro artiglieria di aprire il fuoco sui margini del campo con lapparente obiettivo di ostacolare gli attaccanti e aiutare coloro che si trovavano allinterno del campo; al contrario le bombe caddero tra le centinaia di persone che avevano attraversato il perimetro e cercavano di fuggire. Quando questo fu detto loro, i Palestinesi non cercarono in alcun modo di alzare il fuoco: volevano dei martiri".

Robert Fisk scrisse nel suo profilo biografico di Yasser Arafat, The Broken Revolutionary: "Quando, nel 1976, Arafat ha avuto bisogno di martiri, ha chiesto una tregua intorno al campo di rifugiati assediato di Tel el-Zaatar, e poi ha ordinato ai suoi comandanti presenti al campo di far fuoco contro i loro nemici della destra Cristiana Libanese. Quando, a causa di ciò, i Falangisti e la milizia delle "Tigri" seminarono di cadaveri la loro avanzata su Tel el-Zaatar, Arafat aprì un "villaggio martiri" per le vedove del campo nel villaggio cristiano saccheggiato di Damour. Alla sua prima visita, le vedove lo bersagliarono con pietre e frutta marcia. Ai giornalisti fu ordinato di allontanarsi sotto minaccia delle armi."

In unintervista pubblicata su L.A. Weekly il 30 maggio 2002 Fisk ribadisce "Arafat è una persona profondamente immorale, o perlomeno amorale. Un uomo estremamente cinico. Ricordo quando il campo di rifugiati di Tel al-Zaatar si dovette arrendere alle forze cristiane durante la Guerra Civile Libanese, una guerra estremamente brutale. Fu dato loro il permesso di arrendersi con un cessate il fuoco. Ma allultimo momento Arafat disse ai suoi uomini di aprire il fuoco sulle forze cristiane che si stavano avvicinando per accettare la resa. Penso che Arafat volesse più "martiri" palestinesi per dare maggiore visibilità e pubblicità alla situazione della Palestina nella guerra. Questo accadde nel 1976. Credetemi: Arafat non è cambiato."

Si è affermato che il massacro contribuì a incrementare il crescente dissenso che serpeggiava tra i Sunniti allinterno dello stato governato dagli Alawi. Seguì linterruzione delloffensiva siriana sullOLP e sullLNM: la Siria accettò la convocazione di un summit della Lega Araba che fermò temporaneamente la Guerra Civile.

LOLP usò la città di Damour, ex cristiana, per ospitare i sopravvissuti del massacro di Tel al-Zaatar. Damour, una città Cristiana vicina alla principale strada a sud di Beirut, era stata il teatro di un massacro perpetrato dalle unità militari dellOLP il 20 gennaio 1976. La popolazione ancora viva dopo il massacro era stata costretta a lasciare la città.

La spaccatura nel comando dellOLP ebbe fine quando il movimento As-Saiqa, sostenuto dalla Siria, fu espulso dallOLP, lasciando il Fatah come il solo partito dominante.

Hafez al-Assad ricevette forti critiche e pressioni dal mondo Arabo per il suo coinvolgimento nel massacro; questa critica, proprio come il dissenso interno che aveva causato governando da Alawita una regione a maggioranza Sunnita, portò a un cessate il fuoco nella sua guerra contro le forze militari Palestinesi.

                                     

3. Stime del numero delle vittime

  • La Lebanese-American Association stima che "diverse migliaia di civili rimasti là furono uccise."
  • James Ron 2003 p 84. stima 1000 - 2000 morti.
  • Harris p. 165 scrive che "Circa 3000 Palestinesi, per la maggior parte civili, morirono nellassedio e in ciò che ne seguì"
  • Cobban p. 142 scrive che 1500 residenti del campo furono uccisi in un giorno, e un totale di 2200 furono uccisi nel corso degli eventi.
  • Lartista canadese Jayce Salloum afferma che 2000 persone morirono durante lintero assedio, e 4000 furono ferite.
  • World Socialist Web Site The bitter legacy of Syrias Hafez al-Assad, by Jean Shaoul and Chris Marsden, 16 June 2000, fornisce una stima di "2.000 rifugiati" per il Massacro di Karantina e quello di Tel al-Zaatar messi insieme.

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