Indietro

ⓘ Enego. Il territorio comunale si estende sullestremità orientale dellAltopiano dei Sette Comuni scendendo poi sul fondo del canale di Brenta sino alla riva dest ..



Enego
                                     

ⓘ Enego

Il territorio comunale si estende sullestremità orientale dellAltopiano dei Sette Comuni scendendo poi sul fondo del canale di Brenta sino alla riva destra del fiume.

Solo le frazioni Piovega di Sotto e di Sopra si trovano sul fondovalle. La gran parte dei centri abitati, capoluogo compreso, si trova lungo le pendici dellAltopiano, tra i 400 e i 900 m s.l.m.

Buona parte del territorio comunale, comunque, si estende verso linterno dellaltopiano, comprendendo la piana di Marcesina e il monte Ortigara.

                                     

1. Storia

Il toponimo ha etimologia incerta; potrebbe derivare da un nome germanico Enika o latino Enicus o Enno con laggiunta del suffisso - icus.

Grazie alla sua posizione, ai limiti dellaltopiano di Asiago e affacciata sul Canale di Brenta e la Valsugana, la zona di Enego suscitò linteresse della civiltà sin dallepoca romana. Probabilmente fu in questo periodo che sorse un primo insediamento, una stazione di sosta e rifornimento lungo la strada che conduceva in Germania. Attorno al III secolo, quando si verificarono le prime invasioni barbariche, venne eretto un fortilizio di cui restano i ruderi in località Bastia.

Nel XII secolo Enego divenne feudo dei vescovi di Padova, da cui passò in seguito a quelli di Vicenza e infine agli Ezzelini. Nel 1260, dopo la morte di Ezzelino III da Romano, passò al comune di Vicenza. Sotto la signoria di Cangrande della Scala, attorno al 1330, fu costruito un altro castello di cui oggi resta un torrione.

Nel corso del medioevo tutto laltopiano, e quindi anche Enego, fu colonizzato da popolazioni di origine Bavarese e Tirolese, i cosiddetti Cimbri. I Cimbri mantennero per secoli una propria identità, distinguendosi dal resto della popolazione per lingua e usanze. Nel 1310, durante il periodo scaligero, si riunirono nella Spettabile Reggenza dei Sette Comuni che si mantenne anche nelle successive dominazioni viscontea 1387-1404 e veneziana 1404-1797

Nel 1508 Enego venne occupata dallesercito della Lega di Cambrai, ma tornò presto alla Serenissima. Tra il Cinque e il Seicento insorsero delle controversie con i vicini di Grigno sul possesso della Marcesina e del monte Frizzon.

Con la caduta della Repubblica di Venezia e larrivo di Napoleone la secolare federazione fu sciolta.

Durante il Risorgimento molti eneghesi si distinsero come patrioti, ma solo con la terza guerra dindipendenza, nel 1866, il Veneto passò al neonato Regno dItalia.

Durante la grande guerra laltopiano si venne a trovare lungo la linea del fronte e la stessa Enego subì gravi devastazioni. Mentre i soldati combattevano aspramente, specie attorno al monte Ortigara, la popolazione civile fu costretta ad abbandonare il paese per stabilirsi profuga nel sud dellItalia.

                                     

2.1. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa parrocchiale di Santa Giustina

Sorge sul punto più alto del paese ed è raggiungibile attraverso una lunga scalinata in biancone.

La prima citazione della chiesa di Santa Giustina risale al 1429, mentre documenti di poco successivi ne ricordano la dipendenza dalla pieve di Arsiè.

Ledificio sacro ha una storia travagliata. Subì una ricostruzione verso la metà del secolo successivo, venendo consacrato nel maggio 1552. Già nel 1613, tuttavia, venne distrutto da un incendio; prontamente ricostruito, bruciò nuovamente nel 1762. Lattuale chiesa fu innalzata tra il 1792 e il 1807 su progetto dellarchitetto Francesco Menegazzi e già prima della fine dei lavori, nel 1804, ricevette il titolo di arcipretale. Negli ultimi decenni ha subito alcuni restauri e rinnovi; in particolare, nel 1957 fu decorata labside, nel 1958 fu realizzata la bussola sulla facciata e nel 1962 fu costruito il battistero e rifatto il pavimento. Anche il campanile è recente: fu realizzato tra il 1945 e il 1953.

Lopera più rilevante, esposta sulla controfacciata, è la pala di Santa Giustina in trono con i santi Rocco, Sebastiano e Antonio abate di Jacopo da Ponte. Assieme alla Cena in Emmaus dipinta sullo sportello del tabernacolo, è ciò che resta di un più vasto intervento pittorico realizzato dal pittore bassanese e da suo figlio Francesco, andato distrutto dallincendio secentesco: sappiamo che Jacopo realizzò un ciclo di affreschi sulle pareti e la volta del presbiterio, cui aggiunse più tardi ventotto storie dellAntico Testamento sul soffitto; a Francesco spettarono altri affreschi sulle pareti della navata con dieci episodi della vita di Gesù.

Gli altri dipinti sono più recenti: il Gesù Cristo imprigionato è di Rita Maluta 1933, mentre la decorazione a encausto dellabside è opera di Piero Favaro 1957.

                                     

2.2. Monumenti e luoghi dinteresse Torre scaligera

Si erge nella centralissima piazza San Marco ed è ciò che resta di una più vasta fortificazione fatta costruire da Cangrande della Scala attorno al 1330. Il complesso originario era di forma quadrangolare, con quattro torri poste agli angoli collegate fra loro da mura.

Sulla sommità delledificio spicca, scolpito su una pietra, lo stemma degli Scaligeri.

                                     

2.3. Monumenti e luoghi dinteresse Monumento ai Caduti di Guerra

Sito in Piazza San Marco ricorda i Caduti di Guerra. Frontalmente riporta Enego nella grande guerra estremo baluardo della Patria a perenne tributo di riconoscenza e di amore ai conterranei gloriosamente caduti eresse. MCMXXV ".

Sul Monumento sono incisi i nomi di 213 Caduti, raggruppati in 11 elenchi: Morti in combattimento Guerra europea 54 Caduti, Morti per causa della Guerra europea 45 Caduti, Dispersi nella Guerra europea 13 Caduti, Morti in prigionia Guerra europea 21 Caduti, Morti in combattimento nella Guerra eritrea 1 Caduto, Morti per causa della Guerra libica 3 Caduti, Caduti dispersi Guerre 1935-1940-1945 2 Caduti, Dispersi sul fronte russo 23 Caduti, Caduti in combattimento su altri fronti 11 Caduti, Partigiani caduti e deportati deceduti in campi di concentramento 19 Caduti, Morti per causa della Guerra 21 Caduti.

                                     

2.4. Monumenti e luoghi dinteresse Bastia

A valle di Enego, nei pressi di un tornante della provinciale per Primolano, si trovano le case Bastia, una minuscola borgata formata da alcune vecchie abitazioni e da un rudere di età imprecisata, detto appunto Bastia, costituito dai resti di un torrione quadrato. Tracce di strutture murarie e altri reperti sussistono tuttintorno, spingendosi a nordovest sino alla località Giardinetto.

Della Bastia si hanno riferimenti scritti solo dopo lanno Mille, ma le sue origini sono ben più antiche. Si ritiene che essa facesse parte di un sistema difensivo piuttosto vasto che, sin dalla penetrazione romana nel Canale di Brenta, assicurava il controllo degli accessi allAltopiano dei Sette Comuni e al Feltrino. In questo complesso ricadevano anche il Covolo di Butistone, sul versante opposto della vallata, e il Castello della Scala, presso Primolano.

Questa ipotesi è confermata dalla successiva documentazione medievale, dove la Bastia viene sempre citata accanto al Covolo. Ma a differenza di questultimo, che continuò a funzionare anche nei secoli successivi, essa scompare dai documenti sul finire del Trecento: lultima notizia risale al 1386 quando da qui gli Scaligeri attaccarono il Covolo presidiato dai Padovani. Fu probabilmente lavvento dellartiglieria a rendere inservibili le strutture del castello, tuttavia le alture della costa della Bastia mantennero a lungo la loro importanza strategica, sino alla campagna dItalia combattuta da Napoleone.



                                     

2.5. Monumenti e luoghi dinteresse Forte Lisser

Il forte Lisser manufatto della Grande Guerra, sorge nella cima dellomonimo monte ed è raggiungibile percorrendo il sentiero CAI 865 oppure anche in auto su strada sterrata da località Tombal. Costruzione importante e da poco restaurata come museo, può essere visitata durante la bella stagione. Il forte fu costruito tra la fine del 1911 e il 1914. Lopera faceva parte dello Sbarramento Brenta-Cismon ed aveva il compito di sbarrare laccesso alla Valsugana orientale in caso di attacco nemico.

                                     

2.6. Monumenti e luoghi dinteresse Altre Chiese

In centro oltre al Duomo di Santa Giustina si trova la chiesa dedicata a San Antonio Campestre nei pressi del parco pubblico e la chiesetta di Via Madonnina, Madonna di Lourdes.

Nella Frazione di Stoner, lungo la strada provinciale in direzione Asiago, troviamo la chiesa del Sacro Cuore di Gesù e nelle vicinanze, in località Godeluna, la chiesetta dedicata a San Valentino.

Proseguendo da un sentiero oppure ritornando ad Enego si può arrivare alla frazione Valgoda, dove è presente la chiesa della Beata Maria Vergine del Rosario.

Nella frazione di Fosse di Mezzo è invece edificata la chiesa dedicata al patrono San Giuseppe Operaio.

In località Frizzon una chiesa sorta in origine per la Madonna di Monte Berico è stata poi convertita a sacello per ricordare i Caduti e Dispersi durante la campagna di Russia con al suo interno circa 800 lapidi.

Infine la più distante dal paese, che si trova invece nella Piana di Marcesina nella parte alta della strada dei lotti ed è dedicata a San Lorenzo.



                                     

3. Società

Lingue e dialetti

Così come in tutto laltopiano dei Sette Comuni anche a Enego si parlò per un periodo la lingua cimbra, un idioma germanico affine al bavarese. Fu però anche uno dei primi centri ad abbandonarla a favore del veneto: ne è una prova il fatto che già dalla metà del Seicento i parroci locali avevano smesso di recitare lomelia in tedesco.

                                     

4. Infrastrutture e trasporti

Enego è collegato con il Canale di Brenta dalla strada provinciale 76 che collega lo svincolo di uscita dalla Strada statale 47 della Valsugana fino al centro di Asiago; dal fondovalle si percorrono 16 tornanti e una distanza di circa 10 km.

Il paese dista 11km dalla Stazione di Primolano. Vi è inoltre un collegamento di tre corse giornaliere di autobus con Asiago e Bassano del Grappa.

Ponte Valgadena

Tra i territori comunali di Enego e di Foza, in Valgàdena, si trova lomonimo ponte, che è tra i viadotti più alti dItalia. È stato inaugurato nel 1990, alto 175 m è lungo complessivamente 282 m ed è ora usato per la pratica del Bungee jumping ed è considerato il salto più alto dItalia.

                                     

5. Amministrazione

Referendum

Nel 2006 la popolazione degli otto comuni dellAltopiano votò a grande maggioranza 94% a un referendum per il distacco del territorio dalla Regione Veneto e per la successiva aggregazione alla Regione Trentino-Alto Adige. Lanno seguente arrivò il parere negativo da parte sia della provincia di Bolzano che da quella di Trento, mentre il Parlamento, che doveva dare lesito definitivo, non si espresse mai.

Dizionario

Traduzione
Free and no ads
no need to download or install

Pino - logical board game which is based on tactics and strategy. In general this is a remix of chess, checkers and corners. The game develops imagination, concentration, teaches how to solve tasks, plan their own actions and of course to think logically. It does not matter how much pieces you have, the main thing is how they are placement!

online intellectual game →