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ⓘ Physalia physalis. La caravella portoghese è un celenterato marino, una delle due specie del genere Physalia insieme a Physalia utriculus. Per il suo aspetto vi ..



Physalia physalis
                                     

ⓘ Physalia physalis

La caravella portoghese è un celenterato marino, una delle due specie del genere Physalia insieme a Physalia utriculus. Per il suo aspetto viene spesso scambiata per una medusa, ma è in realtà un sifonoforo. Non si tratta cioè di un singolo organismo pluricellulare, ma dellaggregazione di individui specializzati di quattro tipi diversi, chiamati zooidi, collegati e fisiologicamente integrati tra loro al punto da essere reciprocamente dipendenti per la sopravvivenza. È dotata di tentacoli capaci di punture molto dolorose e pericolose per luomo.

                                     

1. Descrizione

La caravella portoghese è composta da quattro tipi di polipi. Il primo, chiamato pneumatoforo o più comunemente "vela", è una sacca galleggiante colma di gas, che consente allanimale di galleggiare. È lunga tra i 9 e i 30 cm, alta fino a 15 cm, prevalentemente trasparente con tinte blu, viola, rosa o malva. Lindividuo è capace di generare autonomamente o prelevare dallatmosfera i gas di cui necessita: tale miscela è solitamente composta per il 14% da monossido di carbonio mentre per il resto da azoto, ossigeno e argon nonché tracce di biossido di carbonio; questo gas può essere espulso da un orifizio con sfintere che si trova nellestremità della pneumatofora. Ha inoltre proprietà aerodinamiche che apparentemente può modificare contraendo la cresta. Galleggia sospinta dal vento ad unangolazione dipendente dalla curvatura della parte emersa e dalla resistenza della parte sommersa. Attaccati al di sotto di essa si trovano i tentacoli, lunghi fino a 50 metri sebbene la loro lunghezza media si aggiri intorno ai 10 metri, fortemente urticanti e costituiti da individui dattilozoidi, incaricati di ricercare e catturare le prede e di dirigerle verso gli individui gastrozoidi, che si occupano della loro digestione. Della riproduzione si occupano invece gli individui gonozoidi.

                                     

2.1. Biologia Modalità di spostamento

La Caravella portoghese si sposta mediamente di 20 metri al minuto e, in caso di vento favorevole, percorre tra i 15 e i 28 km al giorno. Essa non si sposta solamente grazie alla spinta del vento, ma può "navigare di bolina" come le barche a vela, e muoversi controvento.

In caso di aggressione dalla superficie, la "vela", che è anche dotata di una sorta di sifone, può sgonfiarsi a piacimento e quindi immergersi per brevi periodi per sfuggire al predatore.

                                     

2.2. Biologia Alimentazione

La caravella portoghese è un carnivoro: cattura e paralizza le sue prede, solitamente piccoli pesci e organismi marini, nonché plancton, utilizzando i suoi tentacoli velenosi che si agitano nellacqua; intervengono quindi i polipi gastrozoidi, che sono la parte "digerente" dellanimale, i quali reagiscono con rapidità alla presenza di nutrimento e si aggrovigliano fino a raggiungerlo e ad agganciarlo; digeriscono quindi il nutrimento secernendo enzimi in grado di scomporre le proteine, i carboidrati e i lipidi.

                                     

2.3. Biologia Veleno

Gli oltre dieci tipi di veleno di cui sono colme le nematocisti nei tentacoli della caravella portoghese sono in grado di paralizzare e uccidere rapidamente piccoli pesci e una varietà di altre prede di piccole dimensioni. Ciascun tipo di veleno è caratterizzato da un suo colore e per alcuni non sono ancora conosciuti rimedi. I tentacoli staccati ed in genere gli esemplari morti rimangono ugualmente pericolosi per ore se non giorni dallavvenuto distacco o morte.

Questa specie è responsabile ogni anno di oltre 10.000 punture sulluomo in Australia, particolarmente sulla costa orientale, meno frequentemente nella costa meridionale e occidentale.

Le punture causano solitamente forte dolore nelluomo, lasciando ferite simili a frustate, vere e proprie piaghe arrossate che durano normalmente due o tre giorni, mentre il dolore solitamente scompare dopo unora. Più raramente gli effetti avversi possono aggravarsi: shock anafilattico, febbre e interferenze con le funzioni cardiache e polmonari sono possibili, fino alla morte, seppure ciò accada raramente. Dopo una puntura potrebbero rendersi necessarie cure mediche, specialmente se il dolore rimane intenso, se cè una reazione estrema, se lesantema peggiora, se si scatena un malessere diffuso o una striscia arrossata si sviluppa tra i linfonodi e la puntura, o se entrambe le aree diventano rosse e morbide. Diversi trial clinici, per quanto riguarda le misure immediate, consigliano di immergere la parte urticata in acqua ad una temperatura di 45° per 20 minuti.



                                     

2.4. Biologia Specie immuni al veleno e loro comportamento

Un piccolo pesce, Nomeus gronovii noto come "derivante delle caravelle" o "pesce pastore", è parzialmente immune al veleno delle nematocisti e può vivere tra i tentacoli. Sembra che eviti i tentacoli più grandi e si cibi di quelli più piccoli vicini allo pneumatoforo. In mezzo ai tentacoli, oltre a questa specie, ne vengono spesso rilevate altre, come il pesce pagliaccio o il carangide Carangoides bartholomaei. In particolare il primo, similmente a quanto accade con le anemoni di mare, si aggira illeso tra i tentacoli, probabilmente grazie al suo muco protettivo, capace di bloccare le nematocisti.

Tutti questi pesci, rifugiandosi tra i tentacoli velenosi, si riparano dai propri predatori, mentre per la caravella la loro presenza attira altri organismi di cui cibarsi.

I polpi del genere Tremoctopus sono immuni al veleno della Physalia physalis e sono noti per strapparne i tentacoli e usarli a scopo difensivo.

La tartaruga comune caretta si ciba della caravella portoghese abitualmente. La pelle della tartaruga è infatti troppo spessa perché le punture riescano a penetrarla. Anche i molluschi Glaucus atlanticus e janthina si cibano della caravella.

                                     

3. Distribuzione e habitat

La caravella portoghese è una specie oceanica che vive al largo, molto comune nelle fasce subtropicali e tropicali degli oceani Atlantico, Indiano e Pacifico, ma capace di sopravvivere a nord fino alle latitudini della Baia di Fundy e delle isole Ebridi. Vive esclusivamente sulla superficie delloceano, mantenendo il galleggiamento grazie allo "pneumatoforo", il caratteristico sacchetto trasparente colmo di gas, mentre il resto rimane sommerso sotto di esso. Non avendo organi deputati alla locomozione, la caravella si muove sfruttando la combinazione tra venti, correnti e maree.

Forti venti possono spingerle ad avvicinarsi alla costa, in alcuni casi portandole anche a spiaggiare. Raramente si rinviene un esemplare solitario: nella maggior parte dei casi, infatti, al ritrovamento di uno consegue lavvistamento di altri nelle vicinanze. La reazione al loro ritrovamento sotto costa differisce notevolmente da una parte allaltra del mondo. Data la pericolosità delle sue punture, spesso il rinvenimento può portare alla chiusura totale delle spiagge coinvolte. Nellestate del 2009 ne è stata avvistata una colonia di circa 50 esemplari al largo delle coste spagnole, vicino a Murcia. È stata avvistata anche nello Stretto di Messina.



                                     

4. Tassonomia

Physalia utriculus è unaltra specie del genus Physalia contemplata da NCBI, ma non da WoRMS e ITIS. La supposta distinzione fra le due specie risiederebbe nella loro distribuzione: la P. physalis nelloceano Atlantico e la P. utriculus nellIndo-Pacifico.

                                     

5. Trattamento delle punture

Le punture di una caravella portoghese, anche se raramente, possono essere letali per luomo. Essendo spesso scambiata per una medusa, si adoperano talvolta rimedi inappropriati: la composizione del veleno differisce infatti da quello delle meduse vere e proprie. I trattamenti appropriati possono essere elencati come segue:

  • se sono stati colpiti gli occhi, sciacquarli abbondantemente con acqua di rubinetto a temperatura ambiente per almeno 15 minuti. Se la visione dovesse cominciare a sfocarsi o gli occhi continuassero a lacrimare, dolere, gonfiarsi o mostrare poca sensibilità dopo averli sciacquati, o qualsiasi altro problema persistente, è necessario consultare un medico o andare al pronto soccorso il prima possibile.
  • evitare ulteriori contatti sulla pelle con lanimale e rimuovere ogni eventuale residuo di tentacoli o di altre parti della caravella;
  • applicare acqua salata sulla parte interessata non acqua dolce, perché può peggiorare la situazione;
  • in seguito applicare acqua calda a 45 °C sullarea interessata per almeno 15-20 minuti, al fine di ridurre il dolore denaturando le tossine;

Non è per il momento consigliato lutilizzo dellaceto in quanto lutilizzo di questultimo pare facilitare la penetrazione delle tossine e peggiora i sintomi delle punture, ma recenti studi affermano il contrario. È stato anche confermato il pericolo di emorragie tramite le punture di specie più piccole.

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